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Héléna Behr è Senior Protection Associate presso l’Ufficio regionale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR) per l’Europa meridionale e sovrintende la partecipazione dell’ACNUR alla procedura italiana per il riconoscimento della protezione internazionale. È anche responsabile delle attività riguardanti la formazione e il capacity building, l’apolidia e la lotta alla tratta di esseri umani.
Giorgia Serughetti è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia dell’Università di Milano-Bicocca, si occupa di genere e teoria politica, con particolare attenzione ai temi: prostituzione, migrazioni e tratta, violenza contro le donne. Dal 2007 collabora inoltre come ricercatrice e project manager con enti pubblici e del privato sociale, in particolare l’Associazione Parsec (Roma) e Open Society Foundations (Europa). Svolge attività di formatrice su temi: violenza di genere, tratta, migrazioni, comunicazione corretta.
Corallina è laureata in giurisprudenza (LLM summa cum laude, Università Roma3) e specializzata in diritti umani (MA Human Rights, University College London).
E’ attualmente Program Coordinator alla Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili (Cild) – dove si occupa soprattutto di immigrazione e asilo attraverso il progetto di data journalism Open Migration – e ricercatrice ad Antigone, nonché membro dell’Osservatorio nazionale carceri di Antigone e del Legal Experts Advisory Panel di Fair Trials.
Michaëlle De Cock (Ph.D, Università di Parigi VI), negli ultimi quindici anni, è stata una ricercatrice di punta dell’OIL sulle metodologie per il rilevamento e la stima del lavoro forzato e della tratta di adulti e minori. Ha partecipato attivamente
all’elaborazione delle principali stime globali pubblicate dall’OIL: la prima stima delle peggiori forme di lavoro minorile del 2002 (che includeva la tratta e il lavoro forzato) e le due stime globali sul lavoro forzato del 2005 e del 2012, basate sulla metodologia “cattura-ricattura” di casi di lavoro forzato denunciati.
Katharine Bryant è una esperta di schiavitù moderna con dieci anni di esperienza nell’ambito della ricerca e dei programmi anti-tratta e anti-schiavitù. Katharine attualmente lavora come Research Manager presso la Walk Free Foundation ed è una delle autrici del Global Slavery Index. Gestisce il programma di ricerca qualitativa, che comprende la parte dell’Index riguardante le azioni di contrasto dei governi e la valutazione di ciò che funziona o non funziona nella lotta alla schiavitù moderna. In precedenza, Katharine ha lavorato e fatto consulenza per varie organizzazioni internazionali, tra cui l’Organizzazione internazionale per le </strong migrazioni, UNICEF e Save the Children.
È l’attuale Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sulla tratta di esseri umani, specialmente di donne e minori. Dal 1991 ha svolto l’attività di magistrato in Italia, prima come giudice pre-dibattimentale presso il Tribunale penale di Roma e attualmente come giudice presso il Tribunale civile di Roma.
Mike Dottridge è attivo nel campo dei diritti umani da 40 anni. Ha lavorato per due organizzazioni non governative per i diritti umani per 25 anni, dal 1977 al 2002 (Amnesty International e Anti-Slavery International, di cui è stato direttore). Per Amnesty si è occupato in particolare di Africa sub-sahariana. Dal 1995 si è concentrato sui diritti di adulti e minori sfruttati a scopo economico o sessuale. Nel 2002 ha iniziato a lavorare come esperto indipendente, occupandosi di valutazione e formazione per organizzazioni internazionali e ONG.
Materiali, interviste e interventi integrali della conferenza internazionale Oltre le terre di mezzo3 (Palazzo Montecitorio – Roma, 29 e 30 gennaio 2018) durante la quale abbiamo riunito i più grandi esperti internazionali di tratta di esseri umani per condividere buone pratiche e nuove strategie.
I fatti di Macerata hanno la nostra condanna piena, ma basta con le parole. Dobbiamo invertire questa tendenza e lo possiamo fare solo insieme alle forze sane del nostro paese e della nostra Regione, mettendo al bando ogni possibile lettura di causa effetto tra la presenza degli immigrati e gli atti di criminali di cui sono vittime.